Solomeo

“Dobbiamo ascoltare il genius loci, lo spirito dei luoghi: Solomeo per secoli è stato produttore di olio e vino, adesso è produttore di cashmere”

Il borgo ha riscoperto la sua antica vocazione produttiva, è tornato a nuova vita e oggi si mostra al passante che alza gli occhi alla collina.

Si dice dei versi destinati per la loro bellezza a rimanere nel tempo che essi sono “scolpiti nella pietra”. Allo stesso modo, la visione umanistica di Brunello Cucinelli e la storia della sua azienda sono “scolpite e impresse” nella pietra di Solomeo.

La prima, felice intuizione risale al 1987, quando Brunello Cucinelli decide che trasferirà l'azienda nel borgo medievale, per unire entrambi in un unico destino. Una scelta in controtendenza rispetto a molta industria italiana, in quel momento impegnata a immaginarsi libera da ogni legame con il territorio, con le sue radici e con le sue più antiche vocazioni.

Da allora, Brunello Cucinelli e Solomeo sono cresciuti insieme, in un concreto intreccio tutto italiano fra profitto e bellezza, passato e futuro, economia locale e economia globale. Il borgo ha riscoperto la sua antica vocazione produttiva, è tornato a nuova vita ed oggi si mostra al passante che alza gli occhi alla collina. L'azienda è attraversata ogni giorno dalla sua luce ispiratrice: la sua bellezza entra negli occhi degli artigiani, ne muove i pensieri e le mani, si imprime nelle loro creazioni.

Ecco perché Solomeo, il suo castello, la piazza della Pace, il Teatro, l'Accademia Neoumanistica Aureliana, il Giardino dei Filosofi e la nuova Scuola dei Mestieri sono molto di più che la soddisfazione di un imprenditore illuminato, molto di più che il fiore all'occhiello della sua azienda: il borgo è alimento per la sua crescita costante, la pietra angolare della sua stabilità, la storia guida per il suo futuro.