Brunello_Cucinelli_Harmony_Sustainability

La custodia è lo strumento della cura.

Umana Sostenibilità

Umana Sostenibilità

Mi piace pensare ad una sostenibilità inclusiva dei valori materiali e di quelli spirituali, un luogo concreto dove l’ambiente, l’economia, la cultura e lo spirito vivano insieme. Sono convinto che così si potrà avere un’azione sostenibile e completa, perché nonostante la tecnologia noi viviamo immersi nella natura, e come pensava Leibniz la natura “non fa salti”, cioè i rapporti tra le cose sono di continuità e non di diversità. Per questo motivo noi immaginiamo che vi debba essere una sostenibilità ambientale, una sostenibilità economica, una sostenibilità culturale, una sostenibilità spirituale e una sostenibilità morale.


Sostenibilità ambientale

Ogni giorno, nel tragitto che da casa mi porta al lavoro, passo attraverso il profumo dei campi, l’odore della legna che arde nei camini, accompagnato dal canto degli usignoli e dal quieto scorrere dell’acqua nel fiumicello Caina. Questa serenità, questa moderazione, questa provvidenza di vita campestre appare al mio animo come un simbolo amabile della sostenibilità ambientale. Penso a volte che tutto quello che noi oggi facciamo per un ambiente migliore, per il contenimento del riscaldamento globale, concentrando l’attenzione sulla composizione dei materiali, sulla eliminazione di quelli nocivi, sulle discariche e sul controllo delle emissioni inquinanti, sia per certi versi come la partenza ideale verso un mondo dove si torni a rigenerare, a riutilizzare, a riparare, a recuperare, cioè in altre parole ad utilizzare i doni della madre terra secondo la regola naturale, e questa è una cosa alla portata di tutti, un convincimento che è forse stato influenzato dalla prima parte della mia vita beata, trascorsa in campagna.


Sostenibilità economica

Nella nostra azienda, pensando a chi lavora con noi, facciamo così: non timbriamo i cartellini ma tutti rispettiamo con rigore l’orario; non vogliamo che si resti connessi dopo il termine della giornata di lavoro e nel fine settimana; vogliamo che gli stipendi siano leggermente più elevati; pensiamo che la pausa per il pranzo debba essere amabile come quella in famiglia; immergiamo i luoghi di lavoro nei giardini e nel paesaggio, che sono presenti ovunque grazie a grandi vetrate che rendono tutto visibile e attuale.

Pensando all’ azienda ci piace uno sviluppo garbato e costante, e anche questo è un insegnamento che proviene dalla vita contadina, dove le grandi accelerazioni e i grandi raccolti non possono divenire regola perché così facendo verrebbe danneggiata la grande armonia della natura; la stessa natura ci insegna a non avere mai troppa paura degli eventi dolorosi, che spesso sono maestri, come diceva sant’ Agostino, e di seguitare il passo regolare della nostra azione. Una tempesta di grandine non può interessare tutta la campagna, ma solo una parte; una crisi finanziaria non può durare tanto a lungo, quali che ne siano le cause. E proprio come Ulisse, basta tenere diritto il timone fino a quando non termina la tempesta, dopo la quale torna sempre il sole.


Sostenibilità culturale

Quella grande parte della visione umana di tutti i tempi che è la filosofia ci offre uno scenario di pensiero spesso animato da idee molto diverse tra loro, e sono poche le cose sulle quali vi è un sostanziale identico modo di vedere; una di queste però è proprio il fatto che esiste un forte legame tra la cultura e la salute dell’animo. A Solomeo noi facciamo in modo che la cultura sia alla portata di tutti. È il nostro modo di contribuire a quella connessione fisica e spirituale senza la quale la cultura rimarrebbe un’isola sconosciuta quindi inutile all’umanità, e questo non ci piace. A Solomeo vi sono un Teatro, un’Accademia, una Scuola di Alto Artigianato Contemporaneo per le Arti e i Mestieri e la Biblioteca Universale, che ora è in restauro, tutti luoghi liberamente aperti a chiunque, proprio per favorire quell’ incontro di prossimità dal quale scocca la scintilla che fa fruttificare la cultura e la rende sostenibile rispetto all’ animo umano.


Sostenibilità spirituale

Quasi ogni giorno, nel mirare lo spettacolo del Progetto per la Bellezza che si stende nella valle di Solomeo, rimango ammirato e commosso come fosse sempre la prima volta, e avverto subito il beneficio spirituale di una tale esperienza. Mi piace pensare che c’ è una sostenibilità della materia e una sostenibilità dello spirito. La prima è quella che abbiamo più in attenzione pratica, ed è giusto che sia così, perché mancare lo sguardo delle cose materiali non è accettabile. Ma al tempo stesso penso che i valori spirituali, anche se a volte li si notano di meno perché il rumore della vita vissuta li confonde, non sono però meno urgenti e meno importanti per la salute della persona umana, e per questo la loro sostenibilità la considero vitale come quella della materia.

Quando al lavoro, da una finestra vedo in lontananza la grazia di un oliveto disegnato con garbo secondo la linea di tanti archi che si rincorrono, o ammiro un poggio contrappuntato da cipressi disposti regolarmente alla giusta distanza, o contemplo le curve gentili della vigna che seguono un’idea artistica, penso ammirato alla mu sica, che si alza in volo sulla regola matematica, e la mente va al mio stimato Pitagora, secondo il quale «il numero è la legge dell’universo». Quanti, artisti, letterati e filosofi, nella storia, non hanno posto l’accento su questo punto? Dal tempo di Platone, attraverso tutta la filosofia scolastica medioevale, e poi nell’Illuminismo, fino all’Idealismo, al Positivismo, all’Esistenzialismo e infine ai nostri giorni, l’utilità del contatto con qualcosa di bello, sia esso un quadro, un libro, o un paesaggio, è il seme dal quale nasce l’albero della sapienza, di quella sapienza della quale la persona umana non può fare a meno per la sua migliore vita, allo stesso modo in cui la mia vita, il mio animo, e ne sono sicuro, l’animo di ognuno, migliora quando si è trattati con rispetto e benevolenza.


Sostenibilità morale

Penso a quel meraviglioso libro del XV secolo intitolato Elogio del mercante onorevole scritto da Benedetto Cotrugli, uno di quegli spiriti universali che ho sempre riguardato come maestro, un piccolo manoscritto di importanza capitale dove egli afferma che ogni cosa andrebbe comprata e venduta al giusto prezzo. Cotrugli è certamente un mercante umanista, forse il primo in senso stretto, e in tal senso, rispetto alla storia, quasi un pacifico rivoluzionario, che proprio per questo ha ancora molto da dire al nostro tempo, specie quando tratta l’etica degli affari e asserisce la «volontà e desiderio d’acquistare roba con honore et senza ofendere Dio et lo proximo». Il suo manifesto intento di non recare danno alcuno né a Dio né al prossimo mi pare di una bellezza commovente, e con umiltà ho cercato di farlo mio nel lavoro di ogni giorno e nella cura del Creato.

Ancora oggi, se sappiamo essere suoi eredi morali, sapremo che la produzione deve avere un giusto prezzo e un giusto profitto. In un tempo non troppo lontano, l’evadere il fisco poteva essere da alcuni riguardato quasi come un’azione astuta, e a volte generava desiderio di imitazione. Oggi non è più così, le cose sembrano ben diverse. Pagare le tasse è un valore, un dovere e al tempo stesso un atto di riguardo verso la società della quale facciamo parte, verso il nostro prossimo. Proprio come è per il profitto, che va commensurato armonicamente. Come possono essere giustificati i profitti eccessivi? Io non ne desidero alcuno, e cerco ogni singolo giorno di porre la massima attenzione a che il guadagno sia conforme alla moralità della mia attività imprenditoriale e all’alta qualità del mio prodotto. Sono convinto che tale visione del mondo riecheggi in ogni persona umana e specialmente nei giovani, ai quali tanto dobbiamo e nei quali riponiamo ogni nostra speranza per il futuro radioso che ci attende. Oggi, con la tecnologia, tutti possono sapere tutto di ognuno, e la consapevolezza di un’azienda che fa giusti profitti, distribuendo il beneficio nell’equilibrio tra profitto e dono, crea un’atmosfera generale di fiducia, stima e di serenità.


Obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2028

All’interno di un simile panorama di armonia con la natura e con tutti gli esseri, sin dalla sua nascita la nostra Casa di Moda è stata sempre molto attenta a coltivare il profondo rispetto per l’ambiente.

L’impegno a contribuire al miglioramento del clima del nostro pianeta appartiene da sempre alla nostra cultura e abbiamo assunto come peculiare e irrinunciabile un modello produttivo ad alta manualità ed artigianalità, che contempla delle basse emissioni.

Nonostante ciò cerchiamo costantemente di ridurre le nostre esternalità cogliendo tutte le opportunità che lo sviluppo scientifico ci offre, e proviamo con grande responsabilità a trasferire questo serissimo impegno a tutti i nostri partners e lungo tutta la catena di fornitura e di produzione.


 

A tale riguardo il Consiglio di Amministrazione del 14 dicembre 2021 ha approvato il piano di riduzione delle emissioni di gas “effetto serra”, coerentemente con i principi della Science Based Targets Initiative (SBTi), a cui sottoporremo i nostri obiettivi entro la fine dell’anno.

In questo ambito, il nostro impegno sarà quello, nel periodo del piano decennale 2019 – 2028, di ridurre le emissioni di gas effetto serra del 60% in termini di intensità economica, e in valore assoluto del 70% per le emissioni scope 1 e 2 e del 22,5% per le emissioni scope 3.


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